Con molto ritardo riporto una pescata di diversi giorni fa, giornata con pesci presenti per tutta la mattinata.
Si nota finalmente l'inoltrarsi nella stagione autunnale, la taglia dei tunnidi infatti, decisamente piccola ai primi di settembre, si stà facendo interessante con pesci che ormai sono intorno al kg.
Stavolta i jig, hanno funzionato poco, a farla da padrone, sono stati principalmente piccoli minnow ad imitazione del foraggio presente, come il Rogos sardina.
Per la giornata tra l'altro, avevo messo in funzione per quasi tutto il tempo la mia videocamera... beh mi è andata bene a scegliere la giornata giusta. Lascio spazio ai video girati, che riprendono ogni fase di alcune catture della giornata e si esprimono meglio di qualunque parola!
Guardateli in HD !!
Questo trattenuto...
E questi altri rilasciati.
martedì 19 ottobre 2010
mercoledì 13 ottobre 2010
Sorprese dal fondo
Ogni volta che lancio un jig, con l'intento di farlo lavorare vicino al fondo, ad ogni calata lo faccio scendere fino a toccarlo. E' uno di quei particolari che molti erroneamente evitano, principalmente per paura dell'incaglio.
Apparte il fatto che le possibilità di incaglio, pur essendo impossibili da eliminare, possono essere ridotte utilizzando ami singoli anzichè ancorette, non facendo arrivare l'esca fino al fondo, oltre a perdere metri di recupero/caduta che potrebbero essere preziosi per la cattura di qualche pesce magari un po' smaliziato, si elimina completamente la possibilità di incontrare quei predatori che per loro forma o per scelte di caccia non sono soliti staccarsi molto dal fondo per andare dietro al nostro artificiale o ad inseguirlo per lunghi tratti, come scorfani, grossi capponi o pigri pesci di fondale. E perchè no, pure i polpi, come questo bell'esemplare di quasi 2kg che mi è capitato in canna alcuni giorni fa, che ha deciso di attaccarsi ad una testina piombata da 21gr unita ad una gomma da 4 pollici.
Apparte il fatto che le possibilità di incaglio, pur essendo impossibili da eliminare, possono essere ridotte utilizzando ami singoli anzichè ancorette, non facendo arrivare l'esca fino al fondo, oltre a perdere metri di recupero/caduta che potrebbero essere preziosi per la cattura di qualche pesce magari un po' smaliziato, si elimina completamente la possibilità di incontrare quei predatori che per loro forma o per scelte di caccia non sono soliti staccarsi molto dal fondo per andare dietro al nostro artificiale o ad inseguirlo per lunghi tratti, come scorfani, grossi capponi o pigri pesci di fondale. E perchè no, pure i polpi, come questo bell'esemplare di quasi 2kg che mi è capitato in canna alcuni giorni fa, che ha deciso di attaccarsi ad una testina piombata da 21gr unita ad una gomma da 4 pollici.
martedì 5 ottobre 2010
Shore Jigging e Ricciolette
Alcuni giorni fa mi sono ritrovato in una situazione non molto comune dalle mie parti, un branco di ricciolette è entrato in caccia nella mia zona di pesca rimanendo attivo per diverso tempo. Ogni tanto si facevano vedere in superficie cacciando alici e sardine poi riaffondavano per continuare a predare in profondità.
Visti i continui cambi di altezza dal fondo gli unici artifiicali che mi consentivano di stargli dietro, essendo il fondale alto, erano i Jig.
Lo Shore Jigging si è dimostrato nuovamente un arma vincente.
Per tutto il tempo ho usato solo jig da 40gr, che considero la grammatura più equilibrata, facilmente gestibile e che allo stesso tempo vola molto lontano, tutti armati con doppio assist in testa. Fino ad ora avevo sempre montato a tutti un solo amo, o in coda o in testa, ma l'aver registrato diversi attacchi a vuoto mi ha fatto optare per metterne due. Questo cambio sembra essere stato decisamente vincente in quanto fra tutti gli attacchi avuti solo uno è andato a vuoto, e non ho slamato in combattimento neanche un pesce!

Devo essere sincero, i pesci erano attivi ma non proprio propensi ad attaccare gli artificiali, ci ho messo un po' prima di trovare il recupero ed il ritmo giusto, ma alla fine, specialmente con recuperi molto molto veloci e jerkate corte e frenetiche gli attacchi sono arrivati.
Piccola soddisfazione della giornata, ho fatto la mia prima coppiola a spinning, due ricciole sulla stessa esca, una per assist - poco prima di scattare la foto, una si era staccata, ma non sono voluto essere cosi stronzo da riallamarla :-) -
Visti i continui cambi di altezza dal fondo gli unici artifiicali che mi consentivano di stargli dietro, essendo il fondale alto, erano i Jig.
Lo Shore Jigging si è dimostrato nuovamente un arma vincente.
Per tutto il tempo ho usato solo jig da 40gr, che considero la grammatura più equilibrata, facilmente gestibile e che allo stesso tempo vola molto lontano, tutti armati con doppio assist in testa. Fino ad ora avevo sempre montato a tutti un solo amo, o in coda o in testa, ma l'aver registrato diversi attacchi a vuoto mi ha fatto optare per metterne due. Questo cambio sembra essere stato decisamente vincente in quanto fra tutti gli attacchi avuti solo uno è andato a vuoto, e non ho slamato in combattimento neanche un pesce!
Devo essere sincero, i pesci erano attivi ma non proprio propensi ad attaccare gli artificiali, ci ho messo un po' prima di trovare il recupero ed il ritmo giusto, ma alla fine, specialmente con recuperi molto molto veloci e jerkate corte e frenetiche gli attacchi sono arrivati.
Piccola soddisfazione della giornata, ho fatto la mia prima coppiola a spinning, due ricciole sulla stessa esca, una per assist - poco prima di scattare la foto, una si era staccata, ma non sono voluto essere cosi stronzo da riallamarla :-) -
venerdì 1 ottobre 2010
TEST POV System
Ho un nuovo giocattolino tra le mani, una videocamera da casco. Se risolvo alcuni problemi di caricamento batteria, conto di trasformare a breve questo sito in un videoblog!
Di seguito, il primo video girato dalla videocamera, la cattura e il rilascio di una bella occhiata catturata con un Rogos, durante una bella giornata dedicata principalmente allo shore jigging, che racconterò in seguito.
Di seguito, il primo video girato dalla videocamera, la cattura e il rilascio di una bella occhiata catturata con un Rogos, durante una bella giornata dedicata principalmente allo shore jigging, che racconterò in seguito.
giovedì 23 settembre 2010
A Lampughe con Andrea
Di recente è venuto a trovarmi da Prato il mio amico Andrea, un amante dello spinning e della pesca in generale con da sempre un pensiero fisso, catturare una lampuga.
Abbiamo quindi dedicato due intere mattinate alla ricerca di questo magnifico predatore, in due giornate consecutive e già prestabilite a causa dei pochi giorni di permanenza in zona di Andrea. Come capita sempre in queste occasioni il meteo non ci assiste, ci becchiamo due giornate di mare completamente piatto, situazione non facile e spesso avara di catture.
Ma siamo particolarmente carichi e ci crediamo. Partiamo a buio per la prima mattinata e arriviamo in scogliera per i primi bagliori di luce, ritardati stavolta dalla forte nuvolosità e, per un oretta circa, da leggera pioggia. Iniziamo bene! Troviamo subito diversi barracuda, che arrivano fin sotto i piedi ad inseguire i minnow, ma, probabilmente a causa del nostro arrivo un po' tardivo in scogliera, sono svogliati e non vanno oltre gli inseguimenti. Poco male, sono altre le prede a cui ambiamo oggi. Passano le ore, ormai è giorno e non c'è segno di vita, apparte qualche tonnetto in lontananza.
Capiamo che è inutile insistere a cercare lampughe in superficie, non sembrano esserci, e ci dedichiamo allo shore jigging per vedere se sul fondo c'è qualche predatore. Lanciamo vari tipi di jig, dagli Aji, ai SeaRock ai jig Iarfish, ma a quanto pare ad azzeccare l'artificiale del momento è stato proprio Andrea, che con un Aji da 40 grammi prima cattura due perchie, che più che altro fanno capire che l'artificiale là sotto piace, poi arriva una botta più seria, seguita da alcune testate e qualche piccola fuga. Sembra un pesce interessante e combattivo, ma purtroppo l'emozione dura poco, riesce a slamarsi e a guadagnare la libertà. Fortuna che Andrea non si arrende facilmente e insiste con più vigore di prima, sempre con lo stesso artificiale. Passa circa un ora quando finalmente, quasi a fine recupero, arriva un altro attacco, sempre a lui e sempre con lo stesso artificiale! Stavolta il pesce è ben allamato e viene portato a terra. E' un denticiotto, coloratissimo e combattivo!
E' felicissimo, è il suo primo dentice!
Purtroppo ci rendiamo conto che la giornata sta via via peggiorando e i pesci sembrano essere spariti. Rientriamo alla base, lui con il suo denticiotto io con un sonoro cappottone!
Non sazi dell'alzataccia e della mattinata passata a pescare, finiamo a farci il tramonto a bass e lucci in lago, un po' di relax con pesci facili prima della nuova sfida che ci aspetta il giorno dopo!


Abbiamo quindi dedicato due intere mattinate alla ricerca di questo magnifico predatore, in due giornate consecutive e già prestabilite a causa dei pochi giorni di permanenza in zona di Andrea. Come capita sempre in queste occasioni il meteo non ci assiste, ci becchiamo due giornate di mare completamente piatto, situazione non facile e spesso avara di catture.
Ma siamo particolarmente carichi e ci crediamo. Partiamo a buio per la prima mattinata e arriviamo in scogliera per i primi bagliori di luce, ritardati stavolta dalla forte nuvolosità e, per un oretta circa, da leggera pioggia. Iniziamo bene! Troviamo subito diversi barracuda, che arrivano fin sotto i piedi ad inseguire i minnow, ma, probabilmente a causa del nostro arrivo un po' tardivo in scogliera, sono svogliati e non vanno oltre gli inseguimenti. Poco male, sono altre le prede a cui ambiamo oggi. Passano le ore, ormai è giorno e non c'è segno di vita, apparte qualche tonnetto in lontananza.
Capiamo che è inutile insistere a cercare lampughe in superficie, non sembrano esserci, e ci dedichiamo allo shore jigging per vedere se sul fondo c'è qualche predatore. Lanciamo vari tipi di jig, dagli Aji, ai SeaRock ai jig Iarfish, ma a quanto pare ad azzeccare l'artificiale del momento è stato proprio Andrea, che con un Aji da 40 grammi prima cattura due perchie, che più che altro fanno capire che l'artificiale là sotto piace, poi arriva una botta più seria, seguita da alcune testate e qualche piccola fuga. Sembra un pesce interessante e combattivo, ma purtroppo l'emozione dura poco, riesce a slamarsi e a guadagnare la libertà. Fortuna che Andrea non si arrende facilmente e insiste con più vigore di prima, sempre con lo stesso artificiale. Passa circa un ora quando finalmente, quasi a fine recupero, arriva un altro attacco, sempre a lui e sempre con lo stesso artificiale! Stavolta il pesce è ben allamato e viene portato a terra. E' un denticiotto, coloratissimo e combattivo!
Purtroppo ci rendiamo conto che la giornata sta via via peggiorando e i pesci sembrano essere spariti. Rientriamo alla base, lui con il suo denticiotto io con un sonoro cappottone!
Non sazi dell'alzataccia e della mattinata passata a pescare, finiamo a farci il tramonto a bass e lucci in lago, un po' di relax con pesci facili prima della nuova sfida che ci aspetta il giorno dopo!
Ma torniamo alle cose serie, il giorno dopo la sveglia suona di nuovo ben prima dell'alba, il tempo di vestirsi e siamo di già in macchina diretti verso la scogliera in uno stato semicomatoso. Basterà comunque il fresco pungente dell'aria che si respira in riva al mare per farci riprendere completamente e darci lo sprint per iniziare a pescare. Questa volta si unisce a noi anche un nostro amico, Riccardo, anche lui alla ricerca delle lampughe.
Purtroppo la giornata da chiari segnali simili a quelli della giornata precedente. Mare oleoso, piatto e semivuoto! Di nuovo barracuda timidi al mattino (ne slamerò solo uno io, argh!) e poi il nulla. Solo dopo un po' di costanza vediamo il primo pesce serio, è Riccardo infatti che allama un bel tonnetto su un miniketc, che, aime, sfortuna nella fortuna si slama sotto riva!
Passano alcune ore di nulla, dove il pessimismo prende il sopravvento e c'è chi inizia a pensare agli orari di rientro, tranne me che continuo a crederci e a pescare insistentemente.
Ma ecco che finalmente avviene qualcosa, si alza un po' di vento da sud, la superficie si increspa, e iniamo a vedere attività, prima ho un inseguimento di tunnidi, poi di qualche agugliona preistorica. Ma non basta lo stesso ad alzare il morale, tanto che pure io mi arrendo e decido di fare dichiaratamente l'ultimo lancio.
E qui avviene qualcosa che risulterà diventare la chiave di svolta: allamo una grossa aguglia, davvero bella, che dopo un po' di sciaguattii, si slama, un buon motivo per insistere altri 10 minuti...
Saranno proprio questi ultimi dieci minuti, dove assisteremo al passaggio di un bel branco di lampughe, in piena frenesia che ci regaleranno una rarissima tripletta!! Tutti con il pesce in canna!! Tante risate, tanto divertimento, tanti garbugli. Miracolosamente però, riusciamo tutti a portare il proprio pesce a terra, pure Andrea che è finalmente riuscito a trovare ciò che da tempo cercava. La soddisfazione è alle stelle per tutti! :-)
E in tutta la confusione creatasi, riesco pure a scattare questa bella foto a Riccardo!

Purtroppo la giornata da chiari segnali simili a quelli della giornata precedente. Mare oleoso, piatto e semivuoto! Di nuovo barracuda timidi al mattino (ne slamerò solo uno io, argh!) e poi il nulla. Solo dopo un po' di costanza vediamo il primo pesce serio, è Riccardo infatti che allama un bel tonnetto su un miniketc, che, aime, sfortuna nella fortuna si slama sotto riva!
Passano alcune ore di nulla, dove il pessimismo prende il sopravvento e c'è chi inizia a pensare agli orari di rientro, tranne me che continuo a crederci e a pescare insistentemente.
Ma ecco che finalmente avviene qualcosa, si alza un po' di vento da sud, la superficie si increspa, e iniamo a vedere attività, prima ho un inseguimento di tunnidi, poi di qualche agugliona preistorica. Ma non basta lo stesso ad alzare il morale, tanto che pure io mi arrendo e decido di fare dichiaratamente l'ultimo lancio.
E qui avviene qualcosa che risulterà diventare la chiave di svolta: allamo una grossa aguglia, davvero bella, che dopo un po' di sciaguattii, si slama, un buon motivo per insistere altri 10 minuti...
Saranno proprio questi ultimi dieci minuti, dove assisteremo al passaggio di un bel branco di lampughe, in piena frenesia che ci regaleranno una rarissima tripletta!! Tutti con il pesce in canna!! Tante risate, tanto divertimento, tanti garbugli. Miracolosamente però, riusciamo tutti a portare il proprio pesce a terra, pure Andrea che è finalmente riuscito a trovare ciò che da tempo cercava. La soddisfazione è alle stelle per tutti! :-)
E in tutta la confusione creatasi, riesco pure a scattare questa bella foto a Riccardo!
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