Cronache di ordinarie giornate di pesca
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giovedì 22 gennaio 2015

Onde Corse - Vol. II

Un'altra giornata Corsa è appena iniziata, questa volta mi sono alzato prima del solito, durante la notte il cielo si è riempito di nuvole che, bloccando ogni raggio di luce proveniente dal'alto , rendono tutto l'ambiente circostante totalmente oscuro. Sono diversi giorni consecutivi che faccio le albe e ormai, oltre ad essere diventata un'abitudine, non mi pesano più.
Oggi però è diverso, il rumore delle onde si fa sentire già dalla strada, inaspettatamente nelle ore notturne si è alzato il mare. Qui nella costa ovest il moto ondoso fa un po' come gli pare ed è molto difficile da prevedere.

Scendo in scogliera, non si distingue nulla a parte il bianco delle schiumate e durante i lanci a luce spenta sono costretto a non muovere i piedi tanto che non si vedono manco i dislivelli del suolo. Anticipare l'alba però, ha portato bene, dopo poco infatti arriva la prima "botta" a bordo schiumata, ma la reazione della preda non è proprio come quella che ci si aspetta, si lascia recuperare a peso morto e reagisce solo con deboli strattoni. In altre situazioni avrei pensato ad un sacchetto mosso dalle onde, ma qui è una cosa che mi è capitata diverse volte.


Eccolo qua, l'ennesimo calamaro fatto con un long jerk, questa volta per di più in mareggiata e con una 4oz. Vallo a raccontare a chi ti spiega dell'importanza della sensibilità nell'eging...

Continuo a lanciare, sperando in un altro cefalopode, ma nulla fino a che non inizia ad esserci un po' di luce, momento in cui arriva la prima vera botta della giornata. E' un barra che anche oggi, puntuale, arriva a timbrare il cartellino. Brevissimo recupero ed è a terra, non è grosso ma neanche piccolo, ma in fondo posso ritenermi soddisfatto, il peso del cappotto non c'è più.


Una decina di minuti dopo, arriva il gemello, come ultima cattura di questa alba più schiumosa del solito.

Decido di prendermi una pausa, torno alla macchina, faccio con calma un'abbondante colazione e poi via verso il mare di nuovo a lanciare plastichetti.
Ho voglia di camminare, e ne approfitto di questo surplus di energie per spostarmi in una zona più isolata della scogliera che è pure maggiormente esposta al moto ondoso. La giornata è strana, grigia, una cappa enorme di nebbia copre completamente più di metà Corsica, non c'è un alito di vento, l'aria è pesante e fa un caldo cane per essere Dicembre.


Adesso che c'è luce ho modo di realizzare che il mare è un vero spettacolo, l'onda lunga crea un risaccone lento ma potente, un moto ondoso con cui è meglio non scherzare su scogliere a picco come quelle dove mi trovo. Ma basta contemplare il mare, è passata più di un'ora dall'ultimo lancio ed è giunto il momento di ricominciare.
Monto un minnow ben palettato e mi piazzo nel centro di un correntone schiumoso che crea una striscia bianca che si allunga verso il largo per una quindicina di metri. Primo lancio preciso al centro, si sente benissimo la spinta della corrente sulla paletta e pescare cosi è una goduria pazzesca.
L'esca si avvicina a terra, sta quasi entrando nel risaccone quando "qualcosa" la afferra da dietro e cerca di portarla con se verso il fondo. Non faccio in tempo a ferrare che ho già la canna addoppiata. La fortuna mi assiste da subito e l'onda in arrivo mi aiuta ad impedire al pesce di fare la prima fuga. Reagisco con prontezza a questo suo destabilizzamento e lo forzo portandolo con due pompate praticamente sotto i piedi. Adesso però la stessa onda che mi ha aiutato nei primi secondi di lotta ha rimbalzato sulle rocce e spinge con forza verso il largo, non posso far altro che assecondarla abbassando la canna e balzando in avanti. E' un attimo però, che mi ritrovo nuovamente a sfruttare il ringonfiamento del mare facendo leva con la mia St.Croix per riguadagnare i metri persi, il pesce non riesce a reagire, è avvolto completamente dalla schiuma e probabilmente disorientato, tira solo testate che però non riescono a frenare la sua corsa verso le rocce. Un attimo dopo è a terra, immobile.
Lo metto al sicuro in una pozza e lo guardo mentre sfoga tutte le sue energie che non è riuscito a sfruttare in combattimento. Il tutto sarà durato 7 o 8 secondi e sono abbastanza sicuro che non ha realizzato di essere in pericolo fino a che non si è ritrovato all'asciutto. Onestamente anche io non avevo coscienza di aver incannato un bellissimo dentice fino a che non è uscito dall'acqua.



La pescata è praticamente appena iniziata ed ho già svoltato, a pensarci bene non è che sia una cosa del tutto positiva, pescare appagati rende poco. Ma ormai sono qui e devo continuare.


Provo a cambiare esche, sondare ogni strato, con jig, minnow, gomme, ma nulla, sembra sparito tutto, fino a che, sul rimbalzo dal fondo sento che qualcosa si è attaccato al jig. E' piccolo, ma tira testate, sicuramente è un denticino, ma invece...


Come dicono gli esperti, se c'è una tanuta ce n'è sicuramente un'altra, insisto jiggando con più convinzione che mai, ma ovviamente non accade più nulla.
Decido di spostarmi, la scogliera è tosta e ogni spostamento obbliga a risalire la murata rocciosa, ricollegarsi al sentiero, trovare una zona senza troppa vegetazione e scendere nuovamente, e, per fare tutto ciò, servono sempre almeno15 - 20minuti e un bagno di sudore.
Quando finalmente riprendo a lanciare su long jerk arriva un'altra botta, violenta e cattiva con tanto di canna bloccata dopo la ferrata, ma purtroppo si slama subito e la sola idea che potrebbe essere stato un'altro dentice mi fa saltare i nervi. Provo a sbollire l'incazzatura cercando una nuova preda e quasi a volermi dare un contentino dopo un po' di lancia e recupera arriva ! Non è grossa ma vivace, sfrutta la risacca e mi fa divertire, fino a che non la faccio volare in scogliera. E' una riccioletta, nulla di che come pesce, ma a modo suo, mi ha dato più filo da torcere del dentice e dei barracuda.


Insisto ancora un po', ma inizia a farsi sentire la stanchezza e soprattutto la fame. Penso che in fondo possa andare bene cosi e per oggi termino la pescata.

mercoledì 18 settembre 2013

Pausa lago

Ogni tanto mi prende voglia di una pescata veloce, semplice e rilassante. Cosa c'è quindi di meglio del trascorrere qualche ora al lago in compagnia dei suoi abitanti ?

Non manca ovviamente la digitale per poter immortalare qualche "momento", tipo questo tramonto su acqua tanto calma che persino le bollate di minuscole alborelle risultavano ben visibili.
Bello !
 

O qualche bassetto ingordo.

O affamato!
 

Quello che per noi è un ambiente pacifico e ospitale per altri è un inferno dove si puo' venir divorati da un momento all'altro, 24 ore su 24. Questo piccolo anfibio difficilmente raggiungerà l'età adulta.

Un altro fastidioso frequentatore del posto, sempre in agguato tra un ramo e l'altro.

 A presto.

lunedì 9 settembre 2013

Paradox

Si dice sempre che l'estate sia un pessimo periodo per pescare, specialmente da terra, ed effettivamente tutti i presupposti per rendere questi mesi poco produttivi ci sono tutti: dalla confusione dei vacanzieri all'eccessiva pressione di pesca in ogni forma.

Eppure, non è la prima volta che questa stagione si trasforma per me in una delle più produttive,
sarà che non ho mai dato importanza ai luoghi comuni, me ne frego di dover stare 30 minuti in coda sotto il sole ad ogni località turistica e vado a pesca sempre e comunque.

A quanto pare anche i pesci seguono la mia logica, e infatti, ci siamo incotnrati spesso!
Incredibile la varietà di specie e la taglia media incontrata quest'anno.

Leccia Amia con Mommotti 190. Rilasciata ovviamente!

Serrone con Pop Queen.
 
La mia cattura preferita, il dentice. La soddisfazione di prendere una di queste meraviglie a casa propria non ha eguali. Jig Iarfish

Barracuda cannibale con Mommotti 180. Aveva in pancia un suo simile stimato sui 400 - 500gr,

Monster serra con Pro-q 145. Il big dell'estate !

Spigolina estiva con l'intramontabile Artist...

Bellissimo l'autografo lasciato da un serra su uno dei miei artificiali più produttivi, il Boldool. Più di una persona mi consigliò di metterlo in bacheca... folli, i veri guerrieri devono morire sul campo di battiglia.
(in realtà a lui è toccata una fine decisamente più indegna, c'est la vie)


Al prossimo post !

venerdì 22 febbraio 2013

Ideemare e... Stria!

Con piacere vi segnalo il portale di Ideemare, un centro polifunzionale situato in Sardegna dedicato a tutti gli appassionati di pesca, immersioni e tante altre attività collegate al mare.

L'azienda non si limita alla sola vendita di prodotti, ma organizza anche corsi ed eventi avvalendosi di collaboratori esperti nel settore, tra i quali troviamo anche Alessandro Puggioni, in arte Ale bass, che ha da poco mostrato in antreprima una delle ultime novità di casa Seaspin, lo Stria.



Vi consiglio di dare un'occhiata alla sua recensione sull'esca e al video in cui si vede molto bene il nuoto che trovate qui sotto.


E per chi non potesse visitare il centro per ovvie ragioni di distanza, continuate a seguire il sito in quanto a breve aprirà lo shop online, con novità e prodotti fino ad ora non presenti nel mercato Italiano.

mercoledì 16 gennaio 2013

La mia prima Leccia Amia

Un giorno come un altro, il solito cielo grigio e minaccioso e un po' di risacca creavano un contesto a me molto familiare. Eppure le intenzioni erano ben diverse dal solito, la mia fiera Wild River era accoppiata ad un mulo pensato per ben altri scopi, caricato con della treccia da 50lb e pronto ad un tiro alla fune senza tregua. Arrivo in riva al mare in compagnia di Andrea, e dopo un rapido sguardo alla situazione, decido di iniziare a sondare lo spot con il Pro-Q 145. Mi avvicino all'acqua per lanciare, mentre Andrea sta ancora montando l'attrezzatura. Noto subito un movimento d'acqua anomalo ma non riesco a capire se fosse una semplice increspatura o il gorgo di qualche pinna. E cosi il primo lancio parte pigro e scomposto, facendo ricadere l'esca a neanche 30 metri.Il recupero non sortisce nessun interesse, quindi mi autoconvinco di aver visto solo un'increspatura.
Ma questa pessima performance mi è servita come rapido riscaldamento, e cosi alla seconda prova l'artificiale vola preciso e lontano senza intoppi.
Inizio il tipico zig zag del wtd, l'esca è molto lontana e faccio fatica a seguirla, ma man mano che si avvicina diventa tutto più nitido, cosi come diventa sempre più distinta quella grossa macchia scura che mi segue da qualche metro di distanza. L'inseguitore si avvicina con fare lento ma deciso, fino a che, quando si trova a ormai mezzo metro, parte con uno scatto deciso che fa letteralmente esplodere la superficie e afferra con precisione l'esca trascinandosela via con se.
Abbozzo, incredulo, una timida ferrata, non sono ancora pienamente entrato nella pescata e la mia reazione non è stata delle migliori, persino Andrea rimane stupito mentre mi vede con la canna addoppiata mentre lui stava ancora preparando l'attrezzatura.
Nel frattempo il pesce dà spettacolo dimenandosi in superficie per liberarsi da questa dolorosa "preda", poi si ristabilizza, affonda e parte. Una fuga esplosiva che fa letteralmente urlare la frizione del mio Spheros. Tutto tiene alla perfezione, ma quei 6 -7 kg di frizione non mi bastano, ho piena fiducia nei nodi, nell'attrezzatura e mi fido ciecamente dell'armatura del Pro-Q, quindi aumento la resistenza frenando ulteriormente la bobina con le mani. Avverto la fatica del pesce aumentare, la sua corsa rallenta e ormai riesce a prendere metri solo dopo qualche pausa, poi finalmente, dopo un po' di tira e molla, cede. Non so quanto sia durato il tutto, non penso molto ma a me onestamente è sembrato un'eternità.
Adesso è il mio turno, la recupero in fretta, per quanto possibile, ho già le braccia a pezzi, tutta quella frizione non nascondo che ha affaticato anche me, e non poco... ma non avrei ceduto manco una frazione di secondo, non volevo dare al pesce la possibilità di girarsi e ripartire.
Pian piano arriva a terra, ora è il turno di Andrea che si avvicina al pesce e con una presa sicura lo porta a secco. E' una Leccia meravigliosa, che seppur sconfitta, continua a mostrarsi minacciosa alzando spine e pinne dorsali.
La lotta è finita ma adesso c'è un'altra preoccupazione, queste pesce deve tornare in acqua e lo deve fare in piena salute, quindi me lo faccio passare e lo immergo nuovamente in acqua con la testa rivolta verso la riva, in modo che la risacca lo riossigeni per bene. Lo risollevo, con non poca fatica, giusto il tempo di qualche foto ricordo e poi di nuovo giù a mollo per la fase finale. Non ho neanche il tempo di voltarla verso il largo, che lei si divincola dalle mie mani e sparisce in velocità verso il blu, terminando da sola il rilascio.
Adesso posso finalmente esplodere in un urlo di gioia, per questa magnifica esperienza che è stata la mia prima grossa Leccia Amia.



domenica 26 agosto 2012

Foto Report

Piccolo report fotografico di una giornata come un'altra in riva al mare, con la sola compagnia della mia passione, che sembra non esaurirsi mai, e più cerco di placarla, più diventa "affamata".

Nulla di particolare, nulla di eclatante, niente catture da sogno o spettacoli della natura, solo momenti di mare particolarmente piacevoli che danno il sorriso per affrontare meglio la vita di tutti i giorni. Ne ho approfittato per fare qualche foto, che condivido più che volentieri con il blog.

 Uno dei tanti tramonti caldi, in questo caso quasi "fumante" che fanno da cornice ad ogni mia pescata estiva.


Poco più a Sud in contemporanea, un'altro tramonto in corso, quello lunare.


Nei momenti morti mi diverto sempre a sbirciare nelle cavità della roccia, sempre ricchissime di "gustosa" vita.
Ah, se ti piglio...


E ovviamente ci sono loro, sempre (o quasi) pronti a lasciare i loro segni indelebili sulle esche.



Un bel barra finalmente si è deciso a farsi strada tra i tanti piccoletti che affollavano il sottocosta durante questa estate 2012. Allamato esterno con il Mommotti 180 ARB si è fatto rispettare in canna come pochi altri pesci della sua stazza.


E per finire un po' di riscaldamento con i jig prima dell'autunno... tornare a jiggare anche per 8 ore filate dopo che per mesi hai lanciato longjerk per neanche due ore ad uscita, richiede un po' di preparazione... :)


Alla prossima!

lunedì 13 agosto 2012

Summer Goes On

Un breve post tanto per tenere il blog aggiornato, che ultimamente sto trascurando un po' troppo :)

Questa è un'estate particolare... non tanto per la presenza di pesce, ma più che altro per la taglia media, soprattutto dei barracuda, più bassa di ogni altro anno. Ovviamente questo non basta a far calare la mia voglia di lanciare, e quindi, in attesa di tempi migliori e di catture più sostanziose, si continua a martellare il mare con artificiali di ogni genere...

Un Tide Minnow Slim insegna a nuotare ad un giovane Barracuda.

Un altro Barracuda che non ha saputo resistere al fascino del Mommottone ^_^

Sempre barra nella classica accoppiata notturna long-jerk bianco / cuda. Infallibile !

Poi ci sono loro, i serracchiotti, un vero spasso da pescare a galla per i loro attacchi esplosivi. Ultimamente mi sto divertendo a strapazzarli con il 30lb e il "cannone" da 3oz. Le slamate diminuiscono sensibilmente.

Un altro serrachiotto preso in notturna con un Dumbel Pop, da notare in che condizioni è quel povero artificiale... Ricordo che l'attacco di questo pesce è stato particolarmente violento, scatto fulmino laterale all'esca a un metro da riva, con botta finale esplosiva che ho sentito anche troppo bene in canna, essendo sotto i piedi. Mi sono goduto per bene la schiena del pesce che tagliava l'acqua fino allo scontro con l'esca, molto molto bello!

Al prossimo aggiornamento :)

domenica 27 maggio 2012

Le ultime prima della pausa estiva

Siamo ormai quasi a Giugno, i pelagici come serra e barracuda si fanno vedere sempre più spesso e onestamente, la voglia di una pesca di ricerca inizia ad esaurirsi, in favore di una più statica e rilassante azione da postazione fissa, interamente dedicata a pesci che offrono combattimenti decisamente più emozionanti di spigole occhiate e saraghi.

MA... ancora non si muore dal caldo, e quando la perturbazione arriva, accompagnata da nuvole e vento che riportano le temperature fino a livelli pre primaverili, la voglia di una sana scarpinata in scogliera si fa risentire... e quindi via verso il mare !

Giornate grige sono state la cornice di queste ultime uscite, prima della "pausa" estiva.


Sono stato fortunato ad incontrare una di quelle giornate occhiatose, dove le trovi ovunque, molto aggressive e di tutte le taglie. Con stupore scopro che vanno matte per il Pro-Q, tanto che lo aggrediscono con foga anche lontano dalle schiumate, cosa che non accadeva con i minnow... molto divertenti da pescare cosi! 



E poi ci sono loro, le spigole, in giornate con schiuma e cielo grigio non potevano non uscire. La prima spigoletta si fa vedere in una piana ultra bassa, quegli spot da Coixedda per intenderci... e infatti eccoli insieme :)


 Certo sarebbe stato meglio terminare la stagione con qualcosa di più sostanzioso, quindi mi tento l'ultima carta in un pomeriggio di mare montante, dove potenti treni di onde lasciano spazio a momenti di apparente "calma" una giornata dove si trova la pace del lancia e recupera con esche come il Bugino.


Lancio e rilancio nei migliori spot che spesso mi hanno dato belle soddisfazioni, ma nulla da fare. Sembra non essere giornata. Decido di spostarmi di qualche km in una zona ricca di roccioni affioranti, che cerco di sondare in ogni angolo... Mossa azzeccata, dietro uno di questi finalmente, arriva la botta. Capisco subito che questa volta è un pesce di bella taglia, che  non perde occasione per girare dietro uno di questi massi. Non ho altra scelta che seguirlo per evitare la rotture della treccia, cosa che mi costerà alcune onde in faccia e passaggi pericolanti tra una roccia e l'altra, ma almeno dopo riesco a spiaggiare il pesce con relativa facilità. E' una bellissima spigola di 3kg !!



Chiudo cosi la mia stagione della "schiuma" soddisfatto e bagnato !

venerdì 20 aprile 2012

A spasso per le piane

Di tutti gli ambienti che si possono trovare in scogliera le piane sono tra i miei preferiti. L'idea di cercare pesci di tutto rispetto in acqua bassa, se non bassissima, magari in wading mi affascina non poco.
Queste zone richiedono esche specifiche in quanto su fondali cosi bassi le possibilità di incaglio sono davvero elevate. Un artificiale che mi ha dato ottimi risultati in questi ambienti è stato il coixedda 100, un piccolo lure della Seaspin che grazie alle sue caratteristiche di nuoto e azione lo rendono una scelta ideale per queste zone.


Più frequento le zone rocciose però e più mi ritrovo ad utilizzare artificiali di generose dimensione ed i piccoli minnow vengono relegati solo a situazioni specifiche. Quando mi è capitato fra le mani il fratello maggiore del Coixedda, la misura 130, ho subito capito che avevo trovato un'altro valido alleato per gli spot in questione. Ottimo movimento, lancio lungo e bassa profondità di azione, insomma c'è tutto quello di cui avevo bisogno. Alcuni giorni fa decido di provarlo in mareggiata per la prima volta, una pescata improvvisata tra gli impegni familiari, una di quelle uscite che ti obbligano a delle toccate e fuga non sempre piacevoli, ma meglio di nulla! Lo scenario che mi si presentato è di una mareggiata in fase montante, vento teso e "fastidioso" mare mosso in aumento ma ancora affrontabile. Bellissimo! Sono costretto a saltare molte schiumate causa limiti di tempo per pescare solo in quelle zone che considero migliori. Dopo un po' di passeggiata mi ritrovo davanti una bellissima piana tutta imbiancata, mi ci infilo subito dentro senza pensarci due volte e inizio a sondarla. Dopo poco su un lancio lungo, proprio con il coixeddone, arriva una bella botta, è lei! Breve lotta, e poi è a secco, una spigola niente male.
L'amo singolo centrale ha avvolto completamente il labbro, una presa praticamente inslamabile in combattimento, molto rassicurante per chi come me pesca praticamente sempre con le ancorette. Alla fine, pensandoci bene con pesci dalla bocca grande che aspirano come le spigole l'amo singolo è più logico di un'ancoretta.



Eccola in tutto il suo splendore, la spigola sotto il sole pomeridiano è uno spettacolo per gli occhi.


Proprio di recente mi è presa la fissa di cercare di prenderne qualcuna a galla, in realtà è un po' che vorrei togliermi questo sfizio, ma solo dalle ultime pescate ho iniziato a lanciare veramente top water in mareggiata. Per ora mi sto trovando bene a wtd, ovviamente il tutto nelle piane, dove il moto ondoso attenuato favorisce l'azione di pesca con questo tipo di artificiale, che tra le altre cose, è forse l'approccio migliore da avere in caso di presenza di alghe. Sto aspettando risultati significativi, anche se qualche gradita sorpresa che sembra indicare che la cosa funziona è arrivata, come questa dino-occhiata su Pro-Q 120, trovata inaspettatamente in 30cm di acqua.


lunedì 9 aprile 2012

In attesa di tempi migliori

In questo periodaccio, dove le pochissime mareggiate o sono troppo forti o troppo deboli, tocca accontentarsi e affrontare al meglio le condimeteo per quello che sono...

E cosi, incurante di ritrovarmi tra muri d'acqua di due metri e venti a oltre 20 nodi...

o davanti a colonne d'acqua verticali non molto amichevoli...

decido di scendere ugualmente a mare a giocarmi le mie possibilità ! Non è per nulla facile pescare in queste condizioni, con il vento che ti limita i lanci, le alghe in sospensione e la maggior parte dei tratti di mare impraticabili, diventa quasi più una sfida nel cercare di tirare fuori qualcosa da quel caos, un qualunque pescetto può andar bene, ci si accontenta più che volentieri, e lancia e rilancia, eccolo il pescetto che dà più soddisfazione di una bella cattura in una giornata normale.

Trovata in un correntone esagerato, a dimostrazione del fatto che il mare troppo mosso è un problema solo per noi pescatori. Anche se come al solito le foto non rendono, non ho potuto fare a meno di fotografare tutta quell'acqua risputata con forza verso il largo. Mi era quasi presa voglia di riprendere in mano una bolognese per farci saraghi e occhiate :)
Proprio in quella giornata ho fatto un'incontro particolare, in un mare dove nessun sano di mente sarebbe uscito in barca, tutto ad un tratto mi ritrovo a 30 metri dalla frangenza un gommone che faceva su e giù tra le onde. Inizialmente penso ad un'imbarcazione in avaria o a qualcuno che aveva un uomo in mare, poi mi rendo conto che erano due sub, uno in acqua a pescare dietro le schiumate e l'altro fuori con la barca. Mi vengono in mente mille problemi che potrebbero capitargli e altrettanti rischi e a come io non mi caccerei mai in una situazione simile... poi mi faccio un esamino di coscienza e mi rendo conto che forse non siamo poi in situazioni cosi diverse !

Ma andiamo avanti con la pesca... dopo giornate troppo mosse si passa a giornate troppo calme, dove visto che le cose di giorno sembravano non portare a nulla, ho deciso di tentarmi la carta del cambio di luce con i long jerk, dato il cambio di stagione ormai avviato da un po', magari potevano dare qualche bella sorpresa. Ed infatti come il sole inizia a sparire all'orizzonte eccola! Un Mommotti 180 bianco in quella situazione non poteva che portare ai barracuda !! I primi dell'anno, che sono stranamente molto in forze.

Adoro questo pesce, finalmente si fanno rivedere :) E speriamo siano solo i primi di una lunga serie.